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Ricordo di luciano Emmer

PROMOVIES
Scuola Permanente di Cinematografia di Padova



LA SCOMPARSA DI LUCIANO EMMER
UN GRANDE MAESTRO DEL CINEMA ITALIANO.

UN LEGAME PARTICOLARE CON PADOVA AVENDO ESORDITO NEL 1938 CON IL FILM DEDICATO A GIOTTO ED ALLA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI.

ERA PRESIDENTE ONORARIO DELLA
PROMOVIES-SCUOLA PERMANENTE DI CINEMATOGRAFIA DI PADOVA.

RECENTEMENTE, IN OCCASIONE DEL “PADUA FILM FESTIVAL”, ERA STATO PREMIATO IN MUNICIPIO CON IL “PREMIO GIOTTO D’ORO PER IL CINEMA”.



Padova – Luciano Emmer, maestro del cinema italiano, inventore del Carosello televisivo e conosciuto a livello mondiale per i suoi documentari sull’arte, si è spento questa mercoledì 16 settembre al Policlinico Gemelli di Roma a seguito delle complicazioni intervenute dopo l’incidente stradale di cui era rimasto vittima all’inizio dell’estate.
Il regista milanese era molto legato alla città di Padova sia per aver esordito giovanissimo nel 1938 inventando il genere del documentario d’arte con un lavoro dedicato a Giotto ed alla Cappella degli Scrovegni, intitolato
“Racconto di un affresco”, sia per essere diventato Presidente Onorario della Scuola Permanente di Cinematografia - Promovies di Padova con la quale collaborava da venticinque e con la quale aveva presentato nel 1995 alla Mostra del Cinema di Venezia una nuova edizione del film d’arte legato alla città del Santo dal titolo “Il dramma di Cristo narrato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova”.
Anche recentemente era stato più volte in città. Nel luglio dell’anno scorso per presentare in una serata indimenticabile al cinema estate dell’Arena Romana l’anteprima del suo ultimo lungometraggio “Le pecore di Cheyenne” ed incontrarsi con gli allievi della scuola di cinema. Lo scorso mese di aprile, era tornato invece durante il “PaduaFilmFestival” al Centro Culturale Altinate e per ricevere il “Premio Giotto d’Oro per il Cinema 2009” consegnato a Palazzo Moroni, in Municipio, dal Presidente del Consiglio Comunale di Padova.
L’ultimo suo lavoro è il cortometraggio “Articolo 18”, sulla libertà di pensiero ispirato agli antichi filosofi greci, prodotto da Gianni Vitale ed inserito nel film collettivo - a cui hanno lavorato 30 registi (tra cui Carlo Lizzani, Citto Maselli, Daniele Luchetti, Giovanni Veronesi, Giorgio Treves) e 30 produttori italiani - “All Human Rights For All - sguardi del cinema italiano sui diritti umani” presentato con successo lo scorso dicembre al Teatro Argentina di Roma e recentemente trasmesso da RaiTre e Rai International. Prima dell’incidente che lo ha costretto ad una lunga degenza ospedaliera Emmer stava lavorando alla sceneggiatura di un film da girare proprio a Padova e nel Veneto con la Promovies ed intitolato “Angelo Express” tratto dal suo libro.

Il regista, che aveva anche origini trentine, aveva passato la sua infanzia a Venezia ed è stato tra le figure più significative del cinema italiano del dopoguerra. Era, insieme a Mario Monicelli, uno dei più anziani registi ancora in attività. Aveva infatti 91 anni e mezzo e tanti progetti ancora da realizzare.
Celebri sono i suoi film degli anni ’50 come: “Domenica d’agosto”, “Il bigamo”, “Terza liceo”, “Le ragazze di Piazza di Spagna”, “Parigi è sempre Parigi”, “Camilla” ed il celeberrimo “La ragazza in vetrina” proiettato proprio all’ultima Mostra del Cinema di Venezia nella versione restaurata. Dopo la visione di questo film, il regista francese Bertrand Tavernier - che non aveva ancora mai avuto modo di vederlo - ha affermato che si tratta di un autentico e sorprendente capolavoro cinematografico.
Con Emmer hanno esordito alcuni dei più grandi attori della nostra cinematografia come Marcello Mastroianni, Lucia Bosè, Franca Valeri e Giovanna Ralli. Ha scritto le sue sceneggiature con scrittori come Vasco Pratolini e sceneggiatori come Sergio Amidei. Dopo essersi allontanato dal grande schermo per dedicarsi alla pubblicità televisiva (è una sua invenzione la mitica serie di sketch con Nino Manfredi per il Caffè Lavazza) ed ai documentari sull’arte, era tornato a dirigere nuovi film: dopo “Basta! Adesso ci faccio un film” alla fine degli anni ’80 nel 2000 ha diretto Ornella Muti e Marie Trintignant in “Una lunga lunga lunga notte d’amore” e nel 2003 Sabrina Ferilli e Giancarlo Giannini in “L’acqua… il fuoco”.

“Con Luciano Emmer - afferma con profondo affetto e tristezza Gianni Vitale Presidente della Promovies - si perde una delle figure più importanti del cinema nazionale, che ha dato vita ad una sorta di cinema neorealista, con storie di persone comuni, ma in grado di anticipare quella che sarà poi chiamata la commedia all’italiana. Un autore colto, che in tutta la sua carriera ha mantenuto una grande coerenza artistica e professionale non scendendo mai a compromessi e con una libertà di pensiero e di giudizio piuttosto rari nell’ambito dello spettacolo. Un amico con il quale era sempre un piacere sentirsi e vedersi, progettare e lavorare insieme, dallo spirito laico, sempre capace di riflessioni profonde e di uno sguardo critico verso la realtà”.

(16 settembre 2009)




il regista Luciano Emmer durante la premiazione del "Premio Giotto d'Oro per il Cinema 2009" avvenuta il 3 aprile scorso al Municipio di Padova.

Il regista Luciano Emmer durante la premiazione del "Premio Giotto d'Oro per il Cinema 2009" avvenuta il 3 aprile scorso al Municipio di Padova.




Sono presenti nella foto: Gabriella Gabrini artista dello smalto, Milva Boselli Presidente del Consiglio Comunale di Padova, Gianni Vitale Presidente della Promovies e il regista Luciano Emmer con il Premio Giotto d'Oro per il Cinema appena ricevuto.



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